RADICI 2007 il festival dedicato ai vitigni autoctoni pugliesi e lucani

Il resoconto della manifestazione

16/07/2007

Francesco Giorgio

Bari - Lunedì 4 luglio 2007. Radici - Il Risveglio di una terra, questo è il nome della manifestazione che si è svolta nei giorni scorsi presso la Masseria Barbera di Minervino Murge, organizzata dalla Associazione “Pro Papilla”e “Dolce Guida”, col patrocinio dell’Assessorato Regionale al Turismo. Il Festival dei Vitigni Identitari di Puglia e Basilicata, giunto alla sua seconda edizione, ha decretato vincitore indiscusso della serata l’aglianico “Arcà 2004″ di Giannattasio di Barile.

L’etichetta vincitrice è stata estratta dal confronto di una giuria di amatori, capeggiata da Giuseppe Colamonaco, giornalista della Guida dell’Espresso, e formata da ristoratori ed enotecari ed una tecnica, presieduta da Bruno Gambacorta, giornalista di Rai Due e composta da giornalisti ed enogastronomi. Alquanto disparate le valutazioni delle due commissioni, che hanno portato alla premiazione di vini diversi presentati dalle 75 aziende partecipanti, in quasi tutte le categorie:

* per i Rosati di Puglia, “A Mano” 2006 della azienda Fusione e “Cioccarello” 2006 della Cooperativa Svevo;

* per Nero di Troia “Iaccio della Portata” 2006 dell’Azienda Colle Petrito e “Rinzacco” 2004 della Conte Spagnoletti Zeuli;

* per Negroamaro Maime 2004 di Tormaresca e Le Braci 2001 di Masseria Monaci;

* per Primitivo, Calabrigo 2003 della Tenuta Zicari ed Old Vines 2004 di Morella;

* per l’Aglianico entrambe le giurie hanno autonomamente premiato Arcà 2004 di Giannattasio di Barile, in assoluto autoctono degli autoctoni.

Il Festival, a cui hanno preso parte più di 250 invitati, tra ristoratori, enotecari, addetti ai lavori e stampa, è stato presentato da Nicola Campanile, direttore e coordinatore di Pro-Papilla e Dolce Guida ed Eustachio Cazzorla, conduttore della trasmissione televisiva Ais-Sommelier.

La manifestazione è stata corredata da un convegno-dibattito sul vitigno autoctono, protagonista indiscusso della giornata. “Prima ancora del territorio è il vitigno che comanda” ha detto Leonardo Palumbo, presidente di Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria. “Bisogna studiarne le caratteristiche come fin qui fatto per i vitigini cosiddetti internazionali” ha sollecitato l’enologo Leonardo Pinto. “Autoctoni con innovazione, vitigni fini a se stessi, identitari e che testimoniano il territorio di provenienza, sempre più da tutelare” ha così chiuso la serata Bruno Gambacorta. Unico concorso in Puglia e Basilicata, incentrato sulla comparazione di vitigni autoctoni, Radici rende sempre più vivida, l’immagine di una terra che si riveglia dopo un lungo torpore e segna le premesse per la creazione e la diffusione, attraverso una divertente e sana competizione, di una Marca (territorio - vino- risorse - turismo) tipicamente pugliese e lucana.

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