Con i Giannattasio l’Aglianico celebra il ritorno al futuro

maggio 16th, 2011

Clicca per leggere l’articolo uscito su Nuova Finanza di gennaio-aprile 2011

Con i Giannattasio l’Aglianico celebra il ritorno al futuro

maggio 15th, 2011

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ROMA 13 aprile 2011: Degustazione Vini Giannattasio

aprile 6th, 2011

Anche Giannattasio viticultori in Barile sarà presente con i propri prodotti in degustazione.

ENOGASTRONOMIA E TERRITORIO: INCONTRO CON LO CHEF LUCANO FEDERICO VALICENTI
Mercoledì 13 aprile 2011, ore 19.00 presso l’Associazione dei Lucani a Roma, Via Nizza, 56 – Roma

Roma – Proseguono con la lezione “Enogastronomia e territorio: incontro con lo chef lucano Federico Valicanti,” le attività che l’Associazione dei Lucani a Roma “Giustino Fortunato” svolge nell’ambito di un organico progetto di conoscenza a tappe delle rilevanze del patrimonio enogastronomico della Basilicata, avviate nel mese di gennaio con un incontro sull’Aglianico del Vulture.

Federico Valicenti, lucano di Terranova del Pollino, consulente enogastronomico di caratura internazionale, da anni impegnato nel recupero e reinterpretazione dei sapori della cucina lucana, con la sua “lezione” ci aiuterà a capire il lavoro svolto in Basilicata per la valorizzazione internazionale di prodotti e territorio. L’incontro, inoltre, ha lo scopo di far conoscere al pubblico romano la figura di uno chef e studioso dei sapori autentici della Basilicata, entusiasta divulgatore della cucina lucana nel mondo, che sa innovare la tradizione mantenendo intatto il legame con il passato.

L’incontro con lo chef sarà seguito da una DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI E VINI LUCANI (COSTO 15€). La degustazione sarà a numero chiuso. E’ possibile e consigliato prenotare per tempo contattando i recapiti a margine.

Associazione dei Lucani a Roma
Via Nizza, 56
Roma
00198
Italia

Telefono: 06 85302757 – 06 85387198
Fax: 06 85302757

Arcà 2004

dicembre 5th, 2010

Arcà 2004

Aglianico del Vulture D.O.C.
“Per te tra breve questi grappoli lividi l’autunno variopinto accenderà di porpora” così decantava il poeta Orazio le uve di Aglianico, cresciute sulle pendici del vulcano, come lui.

La famiglia Giannattasio dedica alla memoria del nonno Arcangelo il suo prodotto migliore, invecchiato 12 mesi in barrique.

Scheda tecnica (pdf)

I vini Giannattasio a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria a Roma dal 4 all’8 dicembre 2010.

dicembre 1st, 2010

La Round Robin Editrice propone un pacco regalo che coniuga il piacere della lettura a quello del vino con l’iniziativa “Un libro DIvino” in tre tipi di confezioni:

Vino » Bramea 2006 (Aglianico del Vulture D.O.C.)

Libro » Chiuso per turno (Romanzo)

Prezzo » 18,00 euro

Vino » Arcà 2004 (Aglianico del Vulture D.O.C.)

Libro » Interno con rivoluzione (Romanzo)

Prezzo » 25,00 euro

Vino » Arcà 2005 (Aglianico del Vulture D.O.C.)

Libro » Fumetto (Grapich novel antimafia)

Prezzo » 30,00 euro

I pacchi vengono presentati nell’ambito della fiera della piccola e media editoria a Roma, Palazzo dei Congressi dell’EUR, piazzale Kennedy,  1 dal 4 all’8 dicembre 2010 presso lo stand A27.

>Scarica la brochure dell’offerta

Premio secondo Miglior Vino d’Italia

dicembre 29th, 2008

Luca Maroni – Annuario dei migliori vini italiani 2009

29/11/2008

Sensofwine, Auditorium Parco della Musica – Roma

I migliori vini in degustazione all’Auditorium di Roma

novembre 22nd, 2008

Giannattasio Viticultori è lieta di invitarvi a degustare le nuove annate dei suoi vini al Sensofwine di Roma, all’Auditorium Parco della musica, il 29 e 30 novembre.

Dopo aver ottenuto anche per l’esordiente Bramea 2006 i due bicchieri dal Gambero Rosso e recensioni molto positive da tutte le altre guide di riferimento, l’azienda lucana presenterà i suoi Aglianico del Vulture nella manifestazione del Guru Luca Maroni, che ha giudicato l’Arcà 2005 uno dei migliori rossi dell’anno.

Sensofwine di Luca Maroni

Sabato 29 e domenica 30 novembre l’Auditorium Parco della Musica di Roma sarà invaso da una vera e propria onda di gusto puramente italiano. I suoni non saranno quelli classici dei concerti, ma quelli dei brindisi fatti con i Migliori Vini d’Italia, con punte d’eccellenza a rappresentare tutte le regioni enologiche. A selezionare i più validi produttori nazionali è Luca Maroni che, con la sua casa editrice Lm, organizza per il quarto anno SENSOFWINE, l’evento privato enologico più importante d’Italia. Un weekend speciale per palati raffinati, una musica fatta di profumi, sapori, territori che sanno davvero far grande l’Italia. In un grande spazio espositivo di più di 4.500 mq, si potranno degustare oltre 1.000 vini d’eccellenza, prodotti da più di 300 aziende vitivinicole presenti nella nuova edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2009 (in libreria da ottobre), e le straordinarie preparazioni di circa 30 produttori di ricercatezze gastronomiche. Un’occasione straordinaria per scoprire ed assaggiare le stelle del comparto vitivinicolo italiano, dai grandi nomi alle nuove realtà emergenti. Sensofwine è uno degli appuntamenti più attesi dagli amanti del vino. Lo dicono i numeri della terza edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 23.000 persone e di circa 700 operatori del settore. I visitatori potranno avvalersi del catalogo, in dotazione all’ingresso, contenente i percorsi consigliati, l’elenco dei produttori presenti, la lista dei prodotti e il riferimento delle posizioni di ogni espositore al fine di rendere più agevole la visita. Inoltre, gli appassionati potranno conoscere direttamente i produttori ed avere quindi un diretto contatto con i maggiori esperti del settore.

Luca Maroni assegna 96 punti all’Arcà 2005

novembre 22nd, 2008

Il Guru del vino Luca Maroni ha giudicato l’Arcà 2005 uno dei migliori rossi dell’anno sul nuovo Annuario 2009.

Ecco la recensione:

Arcà 2005                                            96

Consistenza: 33  -  Equilibrio: 31  -  Integrità: 32

Sensazioni: Questo è un vino clamoroso, con la sua fittezza cremosa e oleosa, la densità sua nera bluastramente opaca, la sua intatta forza di natura. Soprattutto incredibile la concentrazione, la non fonda nè chinosa amarezza del suo balsamico, ultrapolposo gusto. Strati e strati di dolcezza clorofillosa ammassati prima nel suo compositivo frutto, distillati dal sole in vigneto, in cantina elevati e trasformati in distillante essenza di spirito. La mora, il cassis. Ancor pregni del loro nero e nativo succo. Il loro aroma glassato da suadenze di rovere puramente cristallino. Non un’oncia dell’originaria freschezza persa in trasformazione e sviluppo enologico. La varietà al suo massimo stadio di fulgore, così consistente, equilibrato ed integro, mai prima sperimentato. Fra i migliori rossi dell’anno, fra i migliori Aglianico del Vulture di sempre. Chapeau.

Arcà 2005:  96/99

Bramea 2006:  92/99

E’ quando l’Aglianico del Vulture raggiunge le vette qualitative dell’Arcà 2005 che ci si rende conto della potenza qualitativa di questa autoctona varietà di uva. Una massa nera di mora che una vinificazione eccezionalmente pulita e rispettosa, una dotazione estrattiva semplicemente formidabile. Fra i migliori rossi dell’anno, fra i migliori Aglianico del Vulture di sempre. Chapeau e complimenti anche per l’alto valore analitico-sensoriale del Bramea 2006. Bicchiere di rango veramente superiore quello Giannattasio, complimenti.

International Herald Tribune

novembre 22nd, 2008

L’Aglianico, un vino troppo spesso ignorato

di Eric Asimov

18 settembre, 2008

Ok gente, le vacanze sono finite da un pezzo, la scuola è ricominciata, ma dobbiamo tornare indietro per una ripetizione.

Perché? Perché mi sono imbattuto in un vocabolo di cruciale importanza nel lessico dei vini italiani, finora trascurato.

La parola è Aglianico, uno dei maggiori vitigni a bacca rossa del sud Italia.

Nonostante ciò l’intera categoria dei vini da Aglianico sembra passare inosservata per la maggior parte delle persone ed è un peccato perché hanno tante piacevoli sensazioni da offrire.

Nel tentativo di rimediare a questo triste stato di cose, il nostro wine panel ha recentemente assaggiato 25 campioni, per la maggior parte provenienti dalle due regioni d’Italia leader per questa produzione: Campania e Basilicata, con un paio di eccezioni da altre regioni.

Io e Florence Fabricant siamo stati invitati per la degustazione da Chris Cannon, il proprietario dei ristoranti Alto e Convivio di New York, insieme a Charles Scicolone un consulente del settore. Sia Chris che Charles hanno concordato sul fatto che l’Aglianico è ingiustamente trascurato dalla maggior parte dei consumatori.

La spiegazione è semplice: questi vini sono oscurati da nomi più familiari come Chianti, Barolo e persino Valpolicella. Inoltre, ragione ben piu’ importante, è la natura diffusa della produzione di Aglianico che ha impedito l’emergere di singoli produttori o regioni. Ancora, nonostante il vitigno sia antico, la diffusione della produzione destinata all’estero è piuttosto recente. La produzione di vino è sempre stata importante in Campania e in Basilicata, ma fino a 20 anni fa i vini erano destinati quasi esclusivamente al consumo locale.

Il cambiamento è arrivato a velocità della luce. Le politiche di sostegno da parte della comunità europea hanno aiutato dozzine di viticoltori che erano soliti conferire le uve a trasformarsi in produttori.

I consorzi, una volta famosi per la produzione di vini economici, sono cresciuti in maniera esponenziale fino ad arrivare ad una nuova epoca per la viticoltura in queste regioni. Non a caso il nostro campione n. 1 arriva dalle Cantine di Venosa in Basilicata. L’Aglianico del Vulture 2003 Vignali vale i suoi 10$. L’abbiamo trovato fitto e pulito con i classici marcatori dell’Aglianico: ciliegia, mineralità e cuoio.

Siamo tutti rimasti sorpresi dall’ elevato livello complessivo della qualità. abbiamo trovato pochi vini ammiccare al gusto moderno dei consumatori per vini molto fruttati e con sentori legnosi. La maggior parte sono vini equilibrati, puliti e asciutti. Con nostra sorpresa il campione n. 2 era pugliese. 2003 Tormaresca Bocca di Lupo doc Castel del Monte. Un vino di chiara impostazione moderna, con molto legno, ma chiaramente strutturato ed armonico a richiamare l’identità dell’aglianico. Non è il mio stile preferito, ma è ben fatto. Nessuno dei due vini più costosi ci ha strabiliato.
Entrambi dimostravano gli effetti di una costosa e moderna enologia. L’Aglianico del Vulture Vigna della Corona di Tenuta Le Querce 2003, a 73$ era dolce e marmellatoso, mentre il Naima 2004 di De Conciliis a 60$ era troppo legnoso. Per anni la fiaccola è stata portata dai due campioni, Mastroberardino per la Campania e Paternoster per la Basilicata.

Oggi dozzine di produttori esportano negli Stati Uniti, tristemente non abbiamo trovato vini tra quelli di alcuni dei produttori leader come Paternoster, Antonio Caggiano e Galardi (Terra di Lavoro) che possano raggiungere la definizione di vino cult.

Di nuovo, il campione n. 1 (Vignali Cantine di Venosa) è stato l’unico degli 8 vini al di sotto dei 20$ che davvero ci ha impressionato. Il che ha lasciato un bello spazio centrale per vini come il Cretarossa 2004 Aglianico Irpinia de I Favati e l’Aglianico del Taburno 2003 di Ocone, pulito e speziato.

Il vitigno Aglianico è decisamente tannico ma non tanto quanto il nebbiolo a cui viene spesso paragonato. Tuttavia, a seconda del vino e dell’annata, gli Aglianico raggiungono la massima forma dopo 5 o 10 anni di invecchiamento. Alcuni vini, come il campione n. 6 il Taurasi Cinque Querce di Salvatore Molettieri 2003, possono affinare anche più a lungo a causa della concentrazione degli aromi. Il Taurasi Radici di Mastroberardino ha una tradizione di lungo invecchiamento ( il 1968 è un vino notevole anche oggi) , ma il 2003 è un po’ troppo morbido per durare neanche la metà di quel tempo.

Sono sempre molto felice di trovare l’Aglianico nelle carte dei vini.

La sottigliezza e l’eleganza del frutto e la loro capacità di essere asciutti ed intensi senza essere pesanti, li rende ottimi compagni per un ampio assortimento di carni, selvaggina e primi piatti.

Con il loro ingresso relativamente recente nel mondo dell’enologia moderna, l’Aglianico potrà solo migliorare man mano che le nuove vigne maturano e le aziende acquisiscono espeienza.

Ora verrà il bello!

Non dite che non ve l’ho detto.

http://www.iht.com/articles/2008/09/19/travel/trwine.php?pass=true

16-18 Ottobre – Giannattasio a Washington per il Gala NIAF

novembre 20th, 2008

In occasione del 33° Gala annuale della NIAF (National Italian American Foundation), i vini Giannattasio sono stati proposti in degustazione al selezionato pubblico della cena di Gala e della fiera Piazza Italia, durante il lungo weekend di eventi.

Presenti, come di consueto, i personaggi più illustri del mondo imprenditoriale, delle istituzioni e dello spettacolo statunitensi e italiani.

© giannattasio.net -P.iva/Vat n. 07290541007 - design by heavyheavy
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